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work for a brighter future: le dieci proposte ILO per un futuro del lavoro sostenibile.

Il report della Commissione Globale sul Futuro del lavoro dell’ ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) Work for a brighter future, fornisce possibili spunti di azione per affrontare gli imponenti cambiamenti del lavoro e non esserne travolti. Il report individua i tre megatrend che stanno trasformando il mercato del lavoro: l’automazione, il movimento verso la sostenibilità e gli squilibri demografici. Sulla base di questi tre megatrend, nel documento vengono individuate le seguenti proposte di azione.

11.09.2019

10 minuti: tempo di lettura

Una delle sfide principali connesse al mondo del lavoro è quella di riuscire a cogliere segnali deboli da futuri di cui non si conosce esattamente né la natura né le probabilità di avverarsi. In quest’ottica, il report della Commissione Globale sul Futuro del lavoro dell’ ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) Work for a brighter future, fornisce possibili spunti di azione per affrontare gli imponenti cambiamenti del lavoro e non esserne travolti. La chiave per strutturare meglio il presente e avanzare verso il futuro è racchiusa in un termine: sostenibilità. Da un approccio qualitativo e non quantitativo nella formazione, al rimodellamento del rapporto tra lavoratori e datori di lavoro alla migrazione verso energie e industrie sostenibili. La sostenibilità sembra rappresentare l’elemento dal quale partire, non al fine di prevedere oggi ciò che è ancora imprevedibile, bensì per costruire un solido sistema di investimento nel potenziale umano.

Il report Work for a brighter future elenca dieci proposte da cui partire per affrontare al meglio i cambiamenti che stanno interessando il mondo del lavoro.  Fatta eccezione per le implicazioni che avranno i mega trend quali l’automazione, i cambiamenti demografici e la Green Economy, rimangono presenti ancora dati globali preoccupanti: 300 milioni di lavoratori che vivono in condizioni di estrema povertà, 190 milioni di persone disoccupate, quasi 3 milioni di persone che ancora ogni anno perdono la vita a causa di incidenti sul posto di lavoro. La particolarità del lavoro della Commissione Globale dell’ILO è quella di presentare proposte per un piano d’azione immediato e concreto, con iniziative che partono dal lavoratore e arrivano alle imprese, alle istituzioni formative e ai policy maker. L’intero documento ruota intorno al ruolo chiave del valore umano, da potenziare, reinventare e tutelare nella maniera più adeguata ed efficiente possibile. Tale è la soluzione proposta per permettere all’uomo di riacquisire un ruolo centrale all’interno degli enormi cambiamenti che sempre più velocemente coinvolgono il mondo del lavoro. I punti centrali del report, oltre alla rinnovata attenzione al capitale umano, sono una richiesta di rivitalizzazione del contratto sociale, la sottolineata necessità che tutte le parti vengano coinvolte in un'assunzione diretta di responsabilità rispetto alle proposte avanzate e una necessità di attenzione particolare alle implicazioni delle nuove tecnologie, soprattutto per quanto riguarda la regolamentazione di un loro corretto utilizzo in ambito lavorativo.

Guardando al contesto italiano, le sfide lanciate dal report ILO interessano questioni cruciali per il nostro Paese. In primo luogo l’apprendimento continuo, da riconoscere come diritto. L’orientamento, la cui attività, in un ambiente sempre più dinamico, va intensificata soprattutto per agevolare le transizioni di carriera e l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. I diritti dei lavoratori, che devono essere tutelati e non schiacciati dai cambiamenti. Riguardo ai diritti si fa ancora una volta menzione alle questioni di uguaglianza di genere, per le quali la richiesta di riconoscimento e tutela non deve continuare a partire dal basso, ma deve essere incentivata dalle istituzioni. Segue la necessità di un utilizzo delle tecnologie che sia in grado di sfruttarle con il fine di aumentare la qualità del lavoro e non come strumento che esclude il lavoratore. In ultimo, riguardano particolarmente la situazione italiana i punti che evidenziano la necessità di modellare il mercato del lavoro alla particolare composizione demografica del Paese. Se l’età media avanza, il mondo del lavoro deve essere in grado di difendere e integrare anche una fascia di lavoratori che fino ad ora non era presente, o non lo era in maniera così massiccia.

La citazione del noto psicologo israeliano Amos Twersky che conclude il focus di questo mese tocca un nodo importante della riflessione odierna sul futuro del lavoro. Il processo di adattamento verso un futuro più sostenibile parte da un percorso di responsabilizzazione di tutte le parti in causa. Soltanto partendo da tale riflessione condivisa sarà possibile affrontare i cambiamenti futuri in maniera consapevole e proattiva poiché è proprio in un senso di cooperazione e solidarietà che vada oltre gli interessi dei singoli che risiede il grande valore del cambiamento.

“A volte è più semplice rendere il mondo un posto migliore che provare di aver
reso il mondo un posto migliore” - Amos Tversky

le 10 proposte ILO

Il report individua i tre megatrend che stanno trasformando il mercato del lavoro:

- automazione

- movimento verso la sostenibilità

- squilibri demografici

Le nuove tecnologie non sono l’unico fattore a giocare un ruolo importante. Se per l’impatto dell’automazione e della robotica si creeranno e spariranno milioni di posti di lavoro, lo stesso accadrà nei processi di adozione di un’economia necessariamente sempre più green. Anche il fattore demografico gioca un ruolo cruciale poiché la vita lavorativa andrà riadattata a popolazioni che si dividono tra una parte del mondo di età sempre più avanzata e una parte del mondo sempre più giovane. Se tante conquiste sono state fatte in passato, il report fa presente come oggi si renda necessario riadattare nuovamente le normative con un indirizzo che tenga conto delle necessità di tutte le parti coinvolte. È importante adottare soluzioni specifiche che permettano anche a chi ha avuto o avrà maggiori difficoltà ad affrontare i periodi di transizioni e di essere in grado di cogliere le opportunità che si presentano.

All’interno del documento sono presenti dieci proposte chiave di azione, suddivise per i tre macroargomenti: 

A - Investire nelle capacità umane: aumentare gli investimenti nel potenziale umano.
B - Investire nelle istituzioni del lavoro: aumentare gli investimenti nelle istituzioni del lavoro. 
C - Investire in lavoro dignitoso e sostenibile: aumentare gli investimenti nel lavoro dignitoso e sostenibile. 

A - Investire nelle capacità umane: aumentare gli investimenti nel potenziale umano.

L’esperienza e le abilità dei bravi insegnanti sono capacità non sostituibili dalle tecnologie che permettono agli individui di carpire le proprie attitudini e di imparare a svilupparle. “Potenziale”, non soltanto “Capitale”, poiché l’era digitale permetta a ciascun individuo di migliorare i propri standard di vita e sviluppare le proprie potenzialità in armonia con l’ambiente che lo ospita. In questo senso, è necessario stabilire un sistema di riconoscimento delle abilità comune a livello internazionale.

1 - Un diritto universale all’apprendimento lungo l’intero arco della vita che consenta alle persone di acquisire competenze, di riqualificarsi e di perfezionarsi.

Un’istruzione che prosegue lungo tutto l’arco della vita conferisce benefici non soltanto a livello professionale poiché rende gli individui maggiormente consapevoli, anche nella partecipazione attiva in società democratiche. L’apprendimento continuo deve diventare un ecosistema regolato a livello nazionale ed internazionale. Lavoratori, datori di lavoro ed istituzioni devono impegnarsi a promuoverlo e a riconoscerne i benefici a livello personale e sociale.

2 - Intensificare gli investimenti nelle istituzioni, nelle politiche e nelle strategie che sosterranno le persone attraverso le transizioni durante il futuro del lavoro.

Il corso della vita lavorativa degli individui si sviluppa in maniera sempre meno convenzionale e gli errori fatti durante il percorso lasciano sui singoli segni durevoli sia a livello professionale che personale. Il mercato del lavoro ha necessità di tenere conto di tali considerazioni per indirizzare al meglio e ottenere i maggiori benefici possibili, senza perdere forza lavoro disponibile. È opportuno supportare i giovani nella fase di transizione scuola-lavoro con l’approdo in un mercato sempre più frastagliato, ma anche venire incontro agli anziani. È necessario sviluppare formule blended che permettano a chi desidera rimanere attivo di farlo, attraverso ad esempio formule di orario ridotto o grazie all’utilizzo delle tecnologie.

3 - Attuare un piano di trasformazione con obiettivi misurabili in termini di uguaglianza di genere.

Le istituzioni devono lavorare affinché si comprenda che l’uguaglianza di genere parte all’interno delle case. Per una vera uguaglianza è necessario che la promozione di un’equa divisione del lavoro domestico parta dall’alto, così come congedi parentali che non facciano discriminazione di sesso. È necessario fare il possibile per eliminare molestie e violenza sul lavoro ed eliminare le differenze salariali tra uomo e donna. Se già le donne sono state incentivate a compiere lavori considerati maschili si deve compiere anche il percorso inverso, promuovendo professioni considerate femminili anche per gli uomini.

4 - Fornire protezione sociale universale dalla nascita alla vecchiaia.

Il lavoratore deve essere tutelato in maniera adeguata lungo tutto l’arco della vita. Il sistema di protezione deve essere stabile, reattivo e adeguato alle diverse necessità degli individui.

B - Investire nelle istituzioni del lavoro: aumentare gli investimenti nelle istituzioni del lavoro.

Le istituzioni del lavoro sono la chiave per la garanzia di dignità, sicurezza economica ed uguaglianza nel futuro del lavoro. Esse vanno pertanto rafforzate e rivitalizzate al fine di ribadire che i lavoratori sono prima di tutto esseri umani.

5 - Stabilire una Garanzia Universale per i Lavoratori.

Già all’interno della sua Costituzione l’ILO ribadisce che ogni lavoratore dovrebbe godere del diritto fondamentale di un salario che garantisca condizioni di vita accettabili. Il report aggiunge a questo la necessità di porre limiti riguardanti l’orario di lavoro e le condizioni di salute e sicurezza, queste ultime da considerarsi diritti fondamentali del lavoratore. È necessario aumentare le tutele specialmente per i bambini, per i giovani e per le donne, tre categorie che risentono di particolari sfruttamenti. Leggi, regolamenti e contratti collettivi possono contribuire ad innalzare le tutele in questo senso.

6 - Potenziare la gestione dei tempi di lavoro.

Tenendo conto delle esigenze aziendali, è necessario fornire maggiore autonomia di gestione del tempo ai lavoratori. Le tecnologie, che affinano il margine tra vita professionale e privata, possono venire incontro in questo senso per fornire reale flessibilità e miglioramento della produttività, sempre nel rispetto dei confini e della garanzia di orari di lavoro consoni sia per eccesso che per difetto. In questo senso è necessario prevedere, ad esempio, un diritto alla disconnessione digitale.

7 - Garantire la rappresentanza collettiva dei lavoratori e dei datori di lavoro attraverso il dialogo sociale inteso come bene pubblico e supportato dalle politiche pubbliche.

Lo Stato deve garantire la libertà di associazione e il diritto alla contrattazione collettiva. Le organizzazioni devono rafforzare il loro potere di rappresentanza il quale deve coinvolgere anche i nuovi modelli d’impresa e permettere ai diversi interessi di giungere alla negoziazione. La digitalizzazione va sfruttata anche per organizzare i lavoratori di diversi settori e Paesi in nuove forme di azione connessa.

8 - Gestire la tecnologia e metterla al servizio del lavoro dignitoso.

Il controllo umano deve rimanere il tassello finale dei processi decisionali, anche quelli su piattaforme digitali. La progettazione del lavoro va concordata tra lavoratore e datore di lavoro ed è necessario regolamentare l’utilizzo dei dati personali e la responsabilità degli algoritmi a livello internazionale. La tecnologia va perciò sia utilizzata come supporto a misure di tutela (ad esempio con tecnologie blockchain a garanzia di trasparenza e rispetto delle soglie salariali minime) sia regolamentata per garantire privacy e trattamenti corretti.

C - Investire in lavoro dignitoso e sostenibile: aumentare gli investimenti nel lavoro dignitoso e sostenibile.

Capitale Umano ed Ecosostenibilità devono essere considerati i due punti chiave del cambiamento, in linea con gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, per un futuro davvero sostenibile per l’essere umano e per l’ambiente. Gli investimenti sostenibili sul lungo termine per lo sviluppo umano e la tutela ambientale sono da considerarsi una priorità.

9 Incentivi per promuovere investimenti in settori chiave per il lavoro dignitoso e sostenibile.

Gli investimenti dovrebbero dare supporto alle piccole e medio-imprese, favorendo così la creazione  di nuovi posti di lavoro e la decrescita delle disuguaglianze di genere. In particolare bisognerà puntare sulla qualità dei servizi e delle infrastrutture promosse e dedicare una particolare attenzione allo sviluppo delle economie rurali poiché queste risultano maggiormente vulnerabili e allo stesso tempo più bisognose di prendere parte attiva nel processo verso la sostenibilità ambientale.

10 - Riorganizzare i sistemi d’incentivi per le imprese in favore di strategie d’investimento a più lungo termine, e esplorare indicatori supplementari di progresso attraverso il benessere, la sostenibilità ambientale e l’uguaglianza.

Va tenuto presente il rapporto delle attività economiche con l’ambiente circostante e la loro attenzione agli aspetti sociali e comunitari.

la commissione globale sul futuro del lavoro dell’ILO

Co-Presidenti

Mr Stefan Löfven.

Primo Ministro svedese e Leader del partito Socialdemocratico.

Mr Matamela Cyril Ramaphosa.

Presidente della Repubblica del Sudafrica e già Presidente del Congresso    Nazionale Africano (ANC).

Membri

Mr Thorben Albrecht.

Federal Manager del Partito Socialdemocratico tedesco (SDP).

Ms Haifa Al Kaylani.

Fondatrice e Presidente del Forum Internazionale delle Donne Arabe.

Ms Winnie Byanyima

Direttore Esecutivo di Oxfam International.

Professor Chinsung Chung.

Professore di sociologia all’Università Nazionale di Seul, Repubblica di   Corea.

Professor Claudia Costin.

Direttore del Centro per l’Eccellenza e l’Innovazione nelle Politiche Educative (CEIPE), Brasile.

Mr Alain Dehaze.

CEO del Gruppo Adecco.

Professor Enrico Giovannini.

Economista e statistico, membro del Club di Roma e Direttore dell’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

Ms Olga Golodets.

Deputato, Primo Ministro della Federazione russa per lo Sport, il Turismo e lo Sviluppo Culturale.

Ms Rebeca Grynspan.

Segretario Generale ispanoamericano.

Mr Philip Jennings.

Segretario Generale fondatore di UNI Global Union.

Professor Carlos Lopes.

Professore presso la Scuola Mandela di Governo Pubblico presso l’Università di Cape Town, Sudafrica.

Ms Reema Nanavaty.

Leader della Self Employed Women’s Association (SEWA).

Ambassador Joséphine Ouédraogo. 

Ambasciatore del Burkina Faso presso la Repubblica Italiana e Rappresentante Permanente del Burkina Faso presso l’Organizzazione Cibo e Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO), il World Food Programme (WFP) e il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD).

Mr Richard Samans.

Consigliere Delegato e membro del Consiglio d’Amministrazione del World Economic Forum (WEF), responsabile per le Politiche e l’Impatto Istituzionale.

Professor Atsushi Seike.

Consigliere Esecutivo per gli Affari Accademici presso l’Università di Keio a Tokyo.

Dr Alwyn Didar Singh.

Ex Segretario Generale della Federazione delle Camere del Commercio e dell’Industria Indiane e ex Segretario Governativo indiano.

Ms Kristin Skogen Lund.

CEO di Schibsted Media Group, ex Direttore Generale della Confederazione dell’Impresa norvegese.

Professor Alain Supiot.

Professore del Collegio di Francia a Parigi, ha un PhD in Legge ed è dottore di ricerca dell’Università di Louvain, in Belgio e dell’Università Aristotele di Salonicco, in Grecia.

Mr Darren Walke.

Presidente della Fondazione Ford, leader del settore non-profit e filantropico.

Mr Xiaochu Wang.

Vice Presidente del Comitato degli Affari Esteri del 12esimo Congresso Nazionale della Popolazione della Repubblica Cinese.

Ms Jayathma Wickramanayake.

Inviata del Segretariato Generale delle Nazioni Unite per il Giovani.

 

Bibliografia

-    Work for a brighter future, Global Commission on the Future of Work, International Labour Office Geneva: ILO, gennaio 2019 (le immagini sono di p. 29, 37, 45).

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