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le cifre dei profili medici in Italia e l'impatto del coronavirus.

La popolazione italiana è in rapido invecchiamento, ma da oggi al 2025, secondo ANAAO (sindacato dei medici dirigenti) e FIMMG (Federazione medici di medicina generale) mancheranno all’appello 45.000 medici, tra specialisti e medici di famiglia. Gli studi OCSE e Anaao segnalano la scarsa preparazione del nostro sistema sanitario ad affrontare l’emergenza.

Tra borse di studio non assegnate e fughe di cervelli, che regalano ai vicini Paesi europei un investimento in formazione per ciascun laureato del valore di una Ferrari, i posti disponibili nelle specializzazioni per i medici sono inferiori al numero di laureati. A ciò si aggiunge il dato più preoccupante: più della metà dei medici sarà presto in pensione. Gli studi OCSE e Anaao, il sindacato della dirigenza medica e sanitaria, segnalano da anni la grave emergenza che dovremo presto affrontare e che resta inascoltata.

14.03.2020

10 minuti: tempo di lettura

In Italia mancano i medici

Sono 10.000 i medici laureati ogni anno in Italia, peccato che ad accoglierli ci siano soltanto 7.000 contratti nelle scuole di specialità. Il numero ridotto di posti disponibili fa sì che molti neolaureati scelgano di trasferirsi nei Paesi Europei più vicini, “regalando” all’estero l’ingente investimento per la loro lunga formazione.

La scelta delle specializzazioni vede una netta preferenza per gli indirizzi che permettono sbocchi di carriera anche nel settore privato, come chirurgia plastica, oculistica o dermatologia. Al contrario, raccolgono poche preferenze le specialità legate all’emergenza, che registrano perciò le carenze di specialisti maggiori (grafico 1). “Medicina d’urgenza” e “Anestesia e rianimazione”, ad esempio, assegnano ogni anno rispettivamente il 32,8% e il 40,2% delle borse disponibili.

Grafico 1: Le dieci specialità mediche più carenti a livello nazionale nel 2025 con pensionamenti attesi in base alla legge Fornero del 2011. Il numero di pediatri mancante include anche i pediatri di libera scelta (PLS).

Un Paese anziano che avrà bisogno di cure crescenti


L’Italia è il quarto più alto paese OCSE per aspettativa di vita e il secondo in Europa [1] . Nel 2017 i sessantacinquenni (un italiano su cinque, come si vede nella tabella 1) avevano una prospettiva di vita di altri 21 anni, di cui però più della metà afflitta da problemi di salute, malattie croniche e disabilità. Nonostante questi dati, che non accennano a migliorare, la spesa sanitaria nel nostro Paese resta inferiore alla media: in Italia si spende oggi soltanto l’8,8% del PIL in Sanità (il 10% in meno della media europea), con un incremento di poco più di 2 punti percentuali rispetto al 1988 [2], quando la vita durava in media sette anni in meno [3].

Un Paese più anziano è anche, per forza di cose, un Paese che avrà bisogno di maggiori cure mediche.

Tabella 1. Contesto demografico e socioeconomico, Italia (2017)

Più dottori della media europea, ma la metà di loro andrà presto in pensione


Un fabbisogno futuro così significativo dovrà essere fronteggiato da un’offerta formativa oggi più che mai eterogenea, dove per uno dei settori più importanti per una società sono del tutto assenti una banca dati che raccolga le informazioni necessarie e una programmazione puntuale che tenga conto dei fabbisogni delle singole regioni e discipline [4].

L’età media dei dipendenti del Sistema Sanitario Nazionale è cresciuta di 3 anni nell’ultimo decennio ed è attualmente di 51 anni [5]. Considerata tale età ed il riscatto degli anni di laurea favorito dalla legge Fornero, si è stimata un’uscita media dal Sistema Sanitario Nazionale nel decennio 2014-2023 del 40-45%. Nello specifico, la suddivisione per fasce d’età estrapolata dall’Atlante Sanità restituisce un 36% dei medici di medicina generale che andrà in pensione nei prossimi 5 anni.

Come si evince dalla tabella 2, nel nostro Paese ci sono quasi 4 dottori ogni 1000 abitanti. I medici iscritti all’ordine sono nel complesso 403.454, di cui 22.969 specializzati in cardiologia, 12.444 in neurologia e 29.737 in medicina interna. Il numero complessivo è superiore rispetto alla media europea, di 3,6 ogni mille, siamo addirittura tra i primi in Europa se si guarda ai medici specialisti: 295 su 100.000 abitanti. Bisogna tuttavia tenere conto del fatto che più della metà di questi dottori ha superato i 55 anni: si stima che tra il 2018 e il 2022 verrà raggiunto il culmine della curva dei pensionamenti, con uscite comprese tra le 6.000 e le 7.000 unità. Entro il 2025 verranno a mancare circa 52.000 medici ospedalieri, secondo Anaao. Di questi, 16.500 sono specialisti, la cui mancanza intaccherebbe un Sistema Sanitario che da sempre si distingue, nonostante tutto, per l’eccellenza delle sue cure. Una previsione a dieci anni invece, stima addirittura un totale di 80.676 unità, divise tra 33.392 medici di base e 47.284 medici ospedalieri [6] .

Tabella 2: I medici per 1000 abitanti in Italia.

Il fabbisogno di medici non subirà inversioni di rotta a causa dei megatrend

Come Randstad Research ci occupiamo dei megatrend che muoveranno la richiesta di professionisti negli anni a venire, ma se si pensa che le spinte del digitale e dell’ecosostenibilità devieranno la richiesta di professionisti altrove si commette un errore. I più recenti dati Excelsior confermano la filiera “salute e benessere” al primo posto per i fabbisogni occupazionali da qui al 2023 anche per le professioni per le quali sono richieste competenze in linea con i due principali megatrend. Nello specifico, all’interno della filiera sarà proprio il settore della “sanità ed assistenza sociale quello con il più elevato tasso annuo di fabbisogno (una crescita tra il 4 e il 4,1% all’anno). Si prevede che tra il 2019 e il 2023, la crescente richiesta di servizi di cura legata all’invecchiamento della popolazione del nostro paese richiederà tra le 406.000 e le 415.000 unità [7].

La preoccupazione rispetto a questi dati non riguarda solo i medici, sono molte le categorie coinvolte. Anche prendendo in esame gli infermieri i problemi non scompaiono: il dato italiano di 5,8 infermieri ogni 1000 persone è visibilmente inferiore alla media europea di 8,5.

 


[1] Health at a Glance 2019: OECD Indicators.

[2] Health at a Glance 2019, prev. cit. 

[3] Banca Mondiale, dati aggiornati il 6 luglio 2018.

[4] Anaao- Assomed, La programmazione del fabbisogno di personale medico nel decennio 2014-2023: curve di pensionamento, fabbisogni specialistici e numero chiuso per l’accesso alle scuole di Medicina e Chirurgia

[5] SSN, Speciale risorse umane, Rapporto Sanità 2019. Il personale dipendente delle aziende sanitarie pubbliche.


[6] Cristina Da Rold, Medici italiani, quanti sono oggi e quanti saranno fra 10 anni, Il Sole 24 Ore, 21 febbraio 2020.

[7] Unioncamere-ANPAL, Sistema informative Excelsior, Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2019-2023).

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