la “grande trasformazione” nella mobilità al lavoro all’avvio della fase 2

Lo smart working diventa strutturale per più del 50% delle aziende. Per oltre il 70% sono necessari investimenti e innovazione per una mobilità integrata. Emerge la figura del “mobility manager”.

Un sondaggio Randstad Research evidenzia come l’emergenza Covid-19 ha trasformato lo smart working da formula di ripiego a strategia strutturata per il 55% delle aziende rispondenti, che continueranno ad utilizzarlo in formula blended. Cruciale lo sviluppo della figura del “mobility manager” o mansione simile, designato dal 40% dei rispondenti per occuparsi della mobilità in sicurezza nel tragitto casa-lavoro.

11.05.2020

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il sondaggio.

Randstad Research ha realizzato un sondaggio sulla mobilità al lavoro rivolto ad un campione ragionato di 20 aziende medie e medio-grandi di 7 regioni del Nord e del Centro Italia. Dai risultati emergono forti chiaro-scuri. Pur non potendo trarre conclusioni rappresentative della situazione nazionale, le risposte forniscono indicazioni interessanti su come le aziende intervistate vivono il momento attuale e su come guardano al futuro.

mezzi pubblici vs mezzi privati.

L’uso del mezzo pubblico per recarsi al lavoro è importante, ma non dominante. Solo per meno del 20% delle aziende intervistate riguarda la maggioranza dei dipendenti. Per la metà delle aziende la percentuale di coloro che usano il mezzo pubblico si situa tra il 10 e il 30%. Specialmente per le aziende localizzate “in provincia” o per quelle che hanno orari particolari di turni lavorativi domina l’uso del mezzo privato.

il mobility manager.

Il 40% delle aziende ha designato un “mobility manager” o una figura interna con mansioni simili, dedicato alla mobilità casa-lavoro. Tra le principali misure attuate: coordinamento dei turni per permettere di utilizzare l’auto in due, allungamento e contingentamento dell’orario di ingresso, smart working.
Lo smart working, in particolare, rappresenta una trasformazione molto rilevante. Rispetto al periodo precedente alla crisi, il 55% delle aziende rispondenti pensa di passare ad un mix di lavoro in azienda e a distanza in maniera strutturale. Un altro 30% lo utilizzerà comunque in via secondaria. Solo il 10% non lo prende in considerazione (grafico 1).

grafico 1. Data l’emergenza, pensate di applicare un mix di lavoro in azienda e/a distanza (smart working) in misura diversa rispetto a prima dello scoppio della crisi?

L’integrazione dei servizi di mobilità ha diverse sfaccettature. Il 40% dei rispondenti ha dichiarato di essere al corrente delle misure attuate dalle aziende di trasporto pubblico quali: orari scaglionati, sanificazione dei mezzi, misure di distanziamento, obbligo di mascherine, filtri all'accesso, numero massimo di passeggeri a bordo. Il 25% ha applicato misure di scaglionamento degli orari di ingresso e di uscita in ragione del trasporto pubblico.
Nel 30% per cento dei casi si può accedere all’azienda con pista ciclabile e
qualcuno ha messo a disposizione parcheggi per facilitare la mobilità in auto.

Il 70% degli intervistati ha nettamente condiviso la seguente affermazione sulla mobilità contenuta in un documento che un gruppo di ingegneri che si occupa di mobilità urbana ha inviato alla Task Force designata dalla Presidenza del Consiglio: "Occorre il coraggio di investire nell'innovazione dei sistemi di mobilità pubblica in termini accessibilità e condivisione. E di adottare finalmente un approccio integrato ai servizi, attraverso la progettazione, le scienze del comportamento e la comunicazione". Il 20% dei rispondenti l’ha condivisa, ma la ritiene irrealistica. Nessuno pensa che per quanto attiene alla mobilità al lavoro ci sarà un rapido ritorno alla situazione precedente (grafico 2).

grafico 2. Quale è la sua opinione sull'affermazione: "occorre il coraggio di investire nell'innovazione dei sistemi di mobilità pubblica in termini accessibilità e condivisione. E di adottare finalmente un approccio integrato ai servizi, attraverso la progettazione, le Scienze del comportamento e la comunicazione" contenuta in una Lettera aperta di ingegneri della mobilità urbana alla task force della presidenza del consiglio.

lo shock come opportunità di apprendimento.

In conclusione, sembra emergere che lo shock, pur nella sua gravità, rappresenti un momento di apprendimento importante. Lo smart working, da ripiego o complemento, può diventare parte di una strategia di “lavoro distribuito” con impatti potenzialmente molto rilevanti su produttività, ambiente e benessere individuale e sociale, purché ciò avvenga in un quadro di programmazione, innovazione e condivisione. Cruciale al riguardo la figura del “mobility manager” intesa in senso ampio, o meglio, di una funzione HR strettamente integrata nella politica di investimento dell’azienda e del contesto locale, regionale e nazionale.

avvertenza: il sondaggio è stato effettuato su un campione ragionato, non necessariamente rappresentativo della realtà complessiva del Paese.
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