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3 passi per il futuro del reskilling secondo il World Economic Forum.

Un miliardo di lavoratori necessiterà di un re-skilling entro il 2030. Curiosità e lavoro di squadra in un contesto aziendale collaborativo e favorevole allo sviluppo dei talenti.

Gli anni a venire richiederanno ad un grande numero di lavoratori una riconversione delle proprie capacità. E’ un tema che, come Randstad Research abbiamo affrontato a proposito delle sfide per il futuro del lavoro nella logistica (nel nostro report). Anche il meeting di Davos di quest’anno ha avuto a cuore il tema. Secondo il World Economic Forum, il 42% delle competenze centrali per lo svolgimento delle professioni sono destinate a cambiare entro il 2030 e un miliardo di lavoratori necessiterà di un reskilling, cioè di un adeguamento e di uno sviluppo delle proprie capacità. Non ci sarà solo trasformazione: a livello globale, 75 milioni di lavoratori rischiano di vedersi sostituiti dall’automazione e dalle trasformazioni digitali ma, allo stesso tempo, si creerà spazio per ben 133 milioni di nuovi occupati. Qual è il bagaglio di competenze chiave su cui puntare? Quello che combina le conoscenze digitali con skill prettamente umanistiche. In particolare creatività, collaborazione, rapporti interpersonali e team work.
In questa prospettiva, il meeting annuale di Davos, ha visto il lancio della Reskilling revolution platform.

15.03.2020

06 minuti: tempo di lettura

La reskilling revolution platform rappresenta l’esito di un importante percorso avviato dal World Economic Forum e che riflette un impegno per i prossimi anni partito da 3 iniziative:
22/01/2018. Towards a reskilling revolution: a future of jobs for all.
22/01/2019. Towards a reskilling revolution: industry- led action for the future of work.
22/01/2020. Lancio della piattaforma

Essere reattivi, disposti ad investire in formazioni e predisposti al cambiamento sono tre condizioni essenziali per affrontare il futuro. In questo senso si dimostra assai interessante l’iniziativa promossa dal World Economic Forum e presentata durante il meeting di Davos di quest’anno. Servono tre passi per prendere parte all’iniziativa messa in atto dalla “Reskilling Revolution Platform” e dedicata a leader e organizzazioni:

Step 1.

Unirsi alle cinque iniziative del forum: Closing the Skills Gap Accelerators, Preparing for the Future of Work Industry Accelerators, Skills Consortium, The Promise of Platform Work, Education 4.0.


Step 2.

Supportare una delle iniziative su larga scala affiliate alla piattaforma e condotta da partner pubblici e privati.


Step 3.

Associare la propria organizzazione alla piattaforma per condividere le singole iniziative con un pubblico globale e migliorare l’allineamento attraverso sforzi comuni.

Il percorso è dedicato a condividere con i partecipanti le risposte a due importanti quesiti dei nostri giorni: quali competenze serviranno nel futuro e come creare un mondo di lavoratori che ne sia in possesso. Il World Economic Forum conferma una tesi diffusa già da tempo (si veda l’intervista a Luca De Biase nel nostro già citato Rapporto sul futuro del lavoro nella logistica) secondo la quale digitalizzazione ed elemento umano procederanno a braccetto verso il futuro, con il reciproco supporto l’una dell’altro.

Elemento umano declinato nel più puro dei suoi significati ossia le vecchie “soft skill” incrociate a skill umanistiche e di tipo trasversale: lavoro in team, curiosità, collaborazione. Sono in molti gli imprenditori che hanno già capito che investire nella formazione dei propri dipendenti da buoni frutti, ma resta la difficoltà di capire come muoversi per individuare le metodologie e i tempi più adatti per ciascuna persona.

La piattaforma prende le mosse dalla considerazione che tre grandi megatrend, l’impatto delle nuove tecnologie, i cambiamenti demografici e l’invecchiamento della popolazione (si veda a tal proposito la sezione sui megatrend del nostro Report sulla Logistica citato sopra) stanno plasmando la richiesta di capitale umano in ambito lavorativo. I lavori del WEF vanno ad analizzare come gli effetti dei suddetti megatrend impattano sul mondo del lavoro, per scoprire nel dettaglio come deve cambiare la formazione dei lavoratori (dei lavoratori, si badi bene, non degli studenti) in termini di skill e competenze.

Le tecnologie rendono automatizzabili le mansioni più semplici, l’età media dei lavoratori si alza. Ciò significa che si allontana la data di conclusione dei percorsi formativi standard. In un contesto simile diventa più che mai fondamentale una formazione continua lungo tutto l’arco della vita strutturata, puntuale e solida. Lo stesso discorso si applica poi alle fasce di lavoratori più giovani, colpiti ugualmente dalla necessità di up-skilling o reskilling a causa della distanza che separa le istituzioni formative dalle richieste delle aziende.

L’approccio, che il World Economic Forum stesso definisce “olistico” si dimostra un terreno ideale per muoversi all’interno di un’economia circolare. Già in alcuni nostri studi precedenti facevamo presente come la “connettività”, intesa come “ecosistema di produttori e consumatori” sia un nodo cruciale da cui partire per trainare il presente verso futuri sostenibili. Anche nello studio del WEF viene data importanza proprio a questo “ecosistema” comprensivo di aziende, sindacati e istituzioni formative che devono cooperare insieme per trainare il lavoro verso il futuro.

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